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Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura
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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
Per quanto riguarda il piano, credo sia bene innanzitutto capire perché si è spaccato e perché quelle zone dello stesso saranno sempre soggette a fessurazione.

La causa sta nella pessima scelta costruttiva operata da chi ha realizzato l'arredo.
La cornice perimetrale (sicuramente incollata sulle teste del pannello centrale), impedisce le naturali deformazioni plastiche caratteristiche della materia legno.

Il legno si muove (anche a tremila anni di distanza dal taglio) essendo un materiale igroscopico e per sua immutabile natura sarà sempre incline ad equilibrare il suo livello di umidità relativa con quello dell'ambiente.

Se il clima diventa asciutto esso si ritirerà, se diventa umido esso aumenterà di volume.
La deformazione plastica avviene principalmente sull'asse trasversale ed impercettibilmente sull'asse longitudinale.

Quando impediamo il movimento, come in questo caso, si avranno due possibili effetti: se l'umidità aumenta il piano si ingobberà; se diminuisce, il ritiro determinerà il cedimento della fibra longitudinale più debole e come risultato avremo la frattura.

Ora, in questo caso non c'è stucco che tenga. Qualunque cosa tu deciderai di fare la frattura si ripresenterà, magari meno evidente, ma che accadrà è sicuro.
Ti consiglio vivamente di far presente quanto appena spiegato a tua sorella. Almeno saprà che si in grado di gestire il lavoro con competenza

Ci sono molti metodi (più o meno invasivi) per ridurre il fastidio di questa antiestetica situazione.
Non sapendo di che attrezzature disponi, potrei consigliarti di procedere con la rettifica della crepa mediante l'uso di una fresatrice sulla quale dovresti istallare una fresa a candela poco più larga della fessura. Fatto ciò crea una striscia di abete (il legno e "sporco", ma non credo di sbagliarmi nell'identificazione) della stessa larghezza della fresa usata e poco più spessa del piano. Incolla a livello del piano (sporgente qualche decimo di mm)e, a colla asciutta, spiana, mordenza, etc., etc.

Un bacino!
 




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Ivan

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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
Brivo ha sicuramente ragione riguardo agli errori costruttivi di quel piano. Che poi a me pare che fossero la regola errori di questo tipo.  

La soluzione con la fresetta a candela è analoga a quella che ti ho proposto con il segaccio.

Considera anche il sigillante acrilico che un po di elasticità ce l'ha a differenza degli stucchi classici.
 



 
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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
brivo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Per quanto riguarda il piano, credo sia bene innanzitutto capire perché si è spaccato e perché quelle zone dello stesso saranno sempre soggette a fessurazione.

La causa sta nella pessima scelta costruttiva operata da chi ha realizzato l'arredo.
La cornice perimetrale (sicuramente incollata sulle teste del pannello centrale), impedisce le naturali deformazioni plastiche caratteristiche della materia legno.


Ho un tavolo in casa che sembra realizzato con lo stesso criterio (cornice e parte centrale), ma al tatto sembra un pezzo unico, liscissimo. E' destinato anche quello a spaccarsi? In cosa è realizzato meglio, se lo è? FOTO

brivo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ci sono molti metodi (più o meno invasivi) per ridurre il fastidio di questa antiestetica situazione.
Non sapendo di che attrezzature disponi, potrei consigliarti di procedere con la rettifica della crepa mediante l'uso di una fresatrice sulla quale dovresti istallare una fresa a candela poco più larga della fessura. Fatto ciò crea una striscia di abete (il legno e "sporco", ma non credo di sbagliarmi nell'identificazione) della stessa larghezza della fresa usata e poco più spessa del piano. Incolla a livello del piano (sporgente qualche decimo di mm)e, a colla asciutta, spiana, mordenza, etc., etc.

Un bacino!


moloch ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Come legno sembra di conifera. Carteggiando si capirà meglio quale anche se la cornice sembra avere una tessitura più fitta.

La soluzione più sbrigativa per quella spaccatura è pulirla alla buona e stuccarla con uno stucco acrilico a cartuccia tipo questo: http://www.antichitabelsito.it/sigillante_legno.html

La soluzione più raffinata è ripassare la fessura con un segaccio in modo da pulirla e renderla di larghezza omogenea e poi riempirla con una striscia dello stesso legno con un lato rifilato leggermente inclinato e leggermente più ampia nella parte alta. Spargi la colla e la inserisci e poi pialli la parte che resta fuori.


Grazie a entrambi, la fresatrice ce l'ho, quindi volendo potrei anche seguire il metodo "raffinato". Piuttosto: secondo voi ne vale la pena? Ecco le condizioni del tavolo levigato, questo è una delle due estensioni:

Image

Image

La tizia ha messo stucco ovunque, anche al posto della colla.
Se avessi almeno un banco sega sarebbe da rifare completamente viste le condizioni...

QUI altre foto anche più grandi, se vi servono.
 




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Ultima modifica di Akhenaton il Dom 21 Mag, 2017 21:05, modificato 1 volta in totale 
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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
Ma questo è il piano del tavolo o una delle sue prolunghe?
Un pezzo progettato così è certo che creperà
 




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Ciao e grazie, Christian
 
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Queste ultime foto sono di una delle prolunghe, ma anche il tavolo stesso è fatto così, puoi vederne le foto in fondo alla pagina precedente.
 




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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
Puoi farlo giusto per fare pratica altrimenti non ne varrebbe la pena. Manco a dire che ci sia un valore affettivo visto che è stato acquistato.
 



 
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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
Allora Amenofis..... no, Akhenaton!
Il tavolo nuovo non credo fessurerà mai in quanto ci sono altissime possibilità che il pannello centrale sia solamente nobilitato e non massello.


Moloch: quel genere di "errore" ha radici ormai lontane nel tempo e non lo troviamo solo sul tavolaccio di produzione provinciale, ma anche su arredi di valore e gusto elevati. Il punto è che fino a non molti decenni fa le condizioni climatiche delle abitazioni (e forse dell'ambiente in generale?) erano molto diverse.
Non esisteva l'abitudine/possibilità di avere 25 gradi in inverno e le variazioni termo-igrometriche erano sicuramente molto lievi e comunque graduali. Il riscaldamento moderno asciuga tantissimo il legno e lo stressa con sbalzi talmente repentini da non lasciar scampo.
Noi oggi parliamo di errore di progettazione perchè solo un pazzo sfiderebbe il massello utilizzandolo in questo modo, ma credo che "ieri" le cose stessero diversamente. Anzi ne sono certo, data la mole enorme di arredi antichi con i fianchi lisci (privi di telaio) oggi inesorabilmente spaccati.
 




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Ivan

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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
brivo ha scritto: [Visualizza Messaggio]


Moloch: quel genere di "errore" ha radici ormai lontane nel tempo e non lo troviamo solo sul tavolaccio di produzione provinciale, ma anche su arredi di valore e gusto elevati. Il punto è che fino a non molti decenni fa le condizioni climatiche delle abitazioni (e forse dell'ambiente in generale?) erano molto diverse.
Non esisteva l'abitudine/possibilità di avere 25 gradi in inverno e le variazioni termo-igrometriche erano sicuramente molto lievi e comunque graduali. Il riscaldamento moderno asciuga tantissimo il legno e lo stressa con sbalzi talmente repentini da non lasciar scampo.
Noi oggi parliamo di errore di progettazione perchè solo un pazzo sfiderebbe il massello utilizzandolo in questo modo, ma credo che "ieri" le cose stessero diversamente. Anzi ne sono certo, data la mole enorme di arredi antichi con i fianchi lisci (privi di telaio) oggi inesorabilmente spaccati.


Si, brivo. Hai ragione, le case erano fatte in maniera diversa e riscaldate diversamente quindi gli sbalzi termo-igrometrici di oggi non erano pensabili. Penso però che conti anche il fatto che l'artigiano del paese era andato a bottega dal mastro e così come aveva imparato continuava a fare, errori compresi. Così mi capitano da restaurare cose fatte bene ed altre meno bene, in termini di considerazione dei movimenti stagionali del legno. Però penso anche di avere meno esperienza di te in materia.  
 



 
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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
moloch ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Puoi farlo giusto per fare pratica altrimenti non ne varrebbe la pena. Manco a dire che ci sia un valore affettivo visto che è stato acquistato.


Sì, infatti più che altro ci perdo tempo per quello, perché fosse per me andrebbe bruciato
Già senza far nulla ho imparato che questo metodo di incastri non va bene, e non lo sapevo, quindi è già qualcosa. Oltre al metodo della fresata+listello.

brivo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Allora Amenofis..... no, Akhenaton!
Il tavolo nuovo non credo fessurerà mai in quanto ci sono altissime possibilità che il pannello centrale sia solamente nobilitato e non massello.


Il realtà non è nuovo, è stato acquistato pure quello usato da mia madre, ma le condizioni sono decisamente migliori dell'altro coso di mia sorella
Non credevo fosse nobilitato, grazie per l'informazione, se dicici che ci sono altissime probabilità lo do per certo  

brivo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Moloch: quel genere di "errore" ha radici ormai lontane nel tempo e non lo troviamo solo sul tavolaccio di produzione provinciale, ma anche su arredi di valore e gusto elevati. Il punto è che fino a non molti decenni fa le condizioni climatiche delle abitazioni (e forse dell'ambiente in generale?) erano molto diverse.
Non esisteva l'abitudine/possibilità di avere 25 gradi in inverno e le variazioni termo-igrometriche erano sicuramente molto lievi e comunque graduali. Il riscaldamento moderno asciuga tantissimo il legno e lo stressa con sbalzi talmente repentini da non lasciar scampo.
Noi oggi parliamo di errore di progettazione perchè solo un pazzo sfiderebbe il massello utilizzandolo in questo modo, ma credo che "ieri" le cose stessero diversamente. Anzi ne sono certo, data la mole enorme di arredi antichi con i fianchi lisci (privi di telaio) oggi inesorabilmente spaccati.


Grazie per la spiegazione, attualmente quale sarebbe un buon metodo di incastro per il piano di un tavolo?


Comunque tornando al tavolo da sistemare, in definitiva per il piano credo che proverò ad utilizzare il metodo della fresata, giusto per imparare qualcosa. Se poi vedo che non è il caso mi rifugio sul sigillante citato da moloch.

Per i "tunnel" dei tarli invece farò l'impasto con la polvere di levigatura come se non erro abbiamo già accennato nella pagina precedente.
Nelle ultime foto a sinistra, dove c'è lo stucco dato dalla proprietaria precedente, c'è pure un affossamento. Pensavo anche quello di provare a livellarlo con l'impasto di polvere, che dite?
Il legno alla fine cos'è, abete e?
 




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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
Moloch: Il punto è che questo tipo di "errore" lo ritroviamo anche su prodotti usciti da botteghe di ottimi ebanisti, i quali (fino ad una certa epoca, quella delle Corporazioni) hanno avuto il DOVERE categorico di realizzare manufatti che rispecchiassero il gusto della nuova moda imposta da sovrani o favorite degli stessi.
Per intenderci, il mobile doveva avere misure, forme, decorazioni, etc., precisi e GUAI a trasgredire.
Inoltre ogni aspetto della realizzazione doveva essere affidato ad una figura specializzata nel proprio settore. Quindi c'era chi doveva occuparsi solo di realizzare le casse, chi doveva placcarle (gli aderenti alla corporazione degli ebanisti appunto), chi si occupava di eventuali decorazioni in bronzo, chi le avrebbe dorate al mercurio, etc., etc.
Parliamo di epoche in cui chi lavorava il legno, poteva farlo solo dopo anni ed anni di apprendistato e non prima di aver superato un esame molto severo. Il termine "capolavoro", se no vado errato, deriva dal nome che si era soliti dare al pezzo realizzato dal candidato proprio in quell'occasione, il suo primo lavoro ufficiale al contrario della connotazione che oggi attribuiamo al termine.
Quindi, ovviamente, i falegnami erano gente di enorme sapienza e mai si sarebbero avventurati su procedure fallimentari come quella di impedire il naturale movimento del legno, ma se lo chiede il Re vuol dire che Dio lo vuole!

Poi ovvio che in tutte le epoche si sono commessi errori (non è molto attinente, ma pensa alle dame del settecento che si truccavano il viso con il bianco di piombo ), ma non così banali.
Scusa il pippone, non vorrei fare la figura Maestrino de stoc...o!

Akhenaton:  I piani bordati con massello si continuano e si continueranno a costruire, quello che non si fa più e di utilizzare legno massiccio per la tavola centrale. Al suo posto si mette semplicemente del multistrato (oppure mdf) placcato che risulta stabile, dunque non spacca,non gonfia, nè tende ad aprire le fughe dei tagli a 45 gradi della bordatura.

Se hai deciso per la fresata ti do un altro consiglio: prendi la sagoma "di massima" della lesione, riportandola su un foglio da lucido. Fatto questo riporti la linea ottenuta sul bordo  di una tavola di multistrato. Ritagliala con la nastro/alternativo o come vuoi e poi, fissando la suddetta tavola al piano ed utilizzandola come riferimento ci fai scorrere sopra la fresatrice dotandola di un qualsivoglia strumento a copiare (fresa con cuscinetto o anello copiatore). Questo ti consentirà di ripassare la lesione senza incertezze ed in maniera assai veloce.
Ultima considerazione: sicuramente la lesione non sarà perpendicolare al piano del tavolo, però l'utilizzo della fresa dovrebbe comunque consentirti di ottenere una buona superficie d'incollaggio, per quanto questo possa servire date le premesse.
Buon lavoro amico mio!
 




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brivo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Moloch: Il punto è che questo tipo di "errore" lo ritroviamo anche su prodotti usciti da botteghe di ottimi ebanisti, i quali (fino ad una certa epoca, quella delle Corporazioni) hanno avuto il DOVERE categorico di realizzare manufatti che rispecchiassero il gusto della nuova moda imposta da sovrani o favorite degli stessi.
Per intenderci, il mobile doveva avere misure, forme, decorazioni, etc., precisi e GUAI a trasgredire.
Inoltre ogni aspetto della realizzazione doveva essere affidato ad una figura specializzata nel proprio settore. Quindi c'era chi doveva occuparsi solo di realizzare le casse, chi doveva placcarle (gli aderenti alla corporazione degli ebanisti appunto), chi si occupava di eventuali decorazioni in bronzo, chi le avrebbe dorate al mercurio, etc., etc.
Parliamo di epoche in cui chi lavorava il legno, poteva farlo solo dopo anni ed anni di apprendistato e non prima di aver superato un esame molto severo. Il termine "capolavoro", se no vado errato, deriva dal nome che si era soliti dare al pezzo realizzato dal candidato proprio in quell'occasione, il suo primo lavoro ufficiale al contrario della connotazione che oggi attribuiamo al termine.
Quindi, ovviamente, i falegnami erano gente di enorme sapienza e mai si sarebbero avventurati su procedure fallimentari come quella di impedire il naturale movimento del legno, ma se lo chiede il Re vuol dire che Dio lo vuole!

Poi ovvio che in tutte le epoche si sono commessi errori (non è molto attinente, ma pensa alle dame del settecento che si truccavano il viso con il bianco di piombo ), ma non così banali.
Scusa il pippone, non vorrei fare la figura Maestrino de stoc...o!


Grazie per il gradito pippone.  
 



 
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brivo ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Moloch: Il punto è che questo tipo di "errore" lo ritroviamo anche su prodotti usciti da botteghe di ottimi ebanisti, i quali (fino ad una certa epoca, quella delle Corporazioni) hanno avuto il DOVERE categorico di realizzare manufatti che rispecchiassero il gusto della nuova moda imposta da sovrani o favorite degli stessi.
Per intenderci, il mobile doveva avere misure, forme, decorazioni, etc., precisi e GUAI a trasgredire.
Inoltre ogni aspetto della realizzazione doveva essere affidato ad una figura specializzata nel proprio settore. Quindi c'era chi doveva occuparsi solo di realizzare le casse, chi doveva placcarle (gli aderenti alla corporazione degli ebanisti appunto), chi si occupava di eventuali decorazioni in bronzo, chi le avrebbe dorate al mercurio, etc., etc.
Parliamo di epoche in cui chi lavorava il legno, poteva farlo solo dopo anni ed anni di apprendistato e non prima di aver superato un esame molto severo. Il termine "capolavoro", se no vado errato, deriva dal nome che si era soliti dare al pezzo realizzato dal candidato proprio in quell'occasione, il suo primo lavoro ufficiale al contrario della connotazione che oggi attribuiamo al termine.
Quindi, ovviamente, i falegnami erano gente di enorme sapienza e mai si sarebbero avventurati su procedure fallimentari come quella di impedire il naturale movimento del legno, ma se lo chiede il Re vuol dire che Dio lo vuole!

Poi ovvio che in tutte le epoche si sono commessi errori (non è molto attinente, ma pensa alle dame del settecento che si truccavano il viso con il bianco di piombo ), ma non così banali.
Scusa il pippone, non vorrei fare la figura Maestrino de stoc...o!

Akhenaton:  I piani bordati con massello si continuano e si continueranno a costruire, quello che non si fa più e di utilizzare legno massiccio per la tavola centrale. Al suo posto si mette semplicemente del multistrato (oppure mdf) placcato che risulta stabile, dunque non spacca,non gonfia, nè tende ad aprire le fughe dei tagli a 45 gradi della bordatura.

Se hai deciso per la fresata ti do un altro consiglio: prendi la sagoma "di massima" della lesione, riportandola su un foglio da lucido. Fatto questo riporti la linea ottenuta sul bordo  di una tavola di multistrato. Ritagliala con la nastro/alternativo o come vuoi e poi, fissando la suddetta tavola al piano ed utilizzandola come riferimento ci fai scorrere sopra la fresatrice dotandola di un qualsivoglia strumento a copiare (fresa con cuscinetto o anello copiatore). Questo ti consentirà di ripassare la lesione senza incertezze ed in maniera assai veloce.
Ultima considerazione: sicuramente la lesione non sarà perpendicolare al piano del tavolo, però l'utilizzo della fresa dovrebbe comunque consentirti di ottenere una buona superficie d'incollaggio, per quanto questo possa servire date le premesse.
Buon lavoro amico mio!


Grazie di tutte queste informazioni brivo, molto interessanti. Quello che tu dici, perdona la bruttezza del disegno, è una cosa tipo questa, giusto?

Image

Marrone scuro è il piano, marrone chiaro il multistrato, e quel "coso" sarebbe una fresa a candela con cuscinetto superiore.

Questo metodo mi sembra decisamente più complesso, anche perché dovrei poi sagomare pure il listello di abete da incollarci, mentre io avevo pensato ad una banale fresata dritta  
Ho capito male o è corretto?
 




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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
credo che brivio intendesse più o meno così sì.

così però è ovvio che ti appaia di difficile esecuzione, nello specifico il tassello nuovo tutto frastagliato.

pensala più semplice
fai la fresata dritta di una larghezza sufficiente a coprire la crepa (puoi farla anche in più passate se non hai la fresa larga a sufficienza), il tassello che dovrai fare sarà così un listello dritto, molto più semplice, no?
 



 
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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
Bravo hai capito benissimo. Non mi è molto chiaro il discorso di sagomare il listello. Questo infatti sarà una semplice striscia larga come lo spessore della tavola in cui verrà inserita e spessa quanto il diametro della fresa.
Esempio con frattura larga nel punto massimo mm4 e fresa da 6: ipotizzando che la fessura sia lunga (numeri casuali) 80 cm e che le tavole siano spesse 2,5 cm avresti una striscia  di cm 80x2.5x0.6.
Dalla foto non mi sembra si stia parlando di una frattura molto scomposta, quindi non capisco (nel tuo disegno) quella deviazione così brusca.
Questa tecnica a copiare la uso di solito proprio per evitare di dover eseguire larghe fresature dritte, ma se ti vuoi semplificare la vita.... fai bene!!
 




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Ivan

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Messaggio Re: Tavolo: Ricostruzione Zampa E Finitura 
 
credo che lui volesse seguire pari pari l'andamento della crepa con tutte le sue curve

per chiarire ho fatto un disegno:
Image

e qui si vede in sezione come andrebbe fatto il tassello, ho voluto mettere 3 soluzioni:
Image
1. la più semplice, quella di cui si parlava prima
in questo caso l'incollaggio è affidato alle pareti verticali del tassello (poco), e non si ha un appoggio sicuro per morsettare
altra cosa importante da dire è che se il tassello è precisissimo (tanto che starebbe bello fermo nella crepa da solo) al momento di infilarlo in sede dopo aver messo la colla hai buone probabilità che tutta la colla si spatoli via e resti fuori, per questo a me hanno insegnato che quando si fanno tasselli passanti (da una faccia all'altra del pannello) è meglio avere una battuta di appoggio
quindi io opterei più volentieri per la soluzione 2 o 3
2. se il lato sotto non è troppo rovinato e non resta a vista potrebbe bastare fresare solo mezzo spessore del piano dal lato buono, l'incollaggio sarebbe già più tenace e si ha l'appoggio per morsettare o pressare
3. se bisogna ripristinare anche il retro si possono fare due tasselli in due tempi, lavorando prima da una faccia e poi dall'altra (secondo me è più semplice) opure fare un tassello unico con battuta che a lavoro finito sarà la stessa identica cosa dei 2 tasselli in due tempi (io preferisco sempre farli in due tempi, mi risulta più facile, forse più macchinoso ma così è difficile sbagliare)
 



 
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